Il TRITordeum, il cereale del futuro

Si tratta di un cereale innovativo a basso impatto ambientale, nato da un naturale incontro tra il grano duro e l’orzo selvatico. In questo modo si sommano le proprietà dell’uno e dell’altro chicco: da una parte l’estensibilità in lavorazione dell’orzo selvatico, dall’altra si mantiene la struttura del grano duro anche dopo la cottura.

Il Tritordeum è 100% italiano e coltivato in filiera controllata, necessita di pochissima acqua e di nessun fertilizzante, cresce bene senza aver bisogno di cure particolari, resiste alla siccità, al caldo e alle malattie.

Contiene più fibra e più luteina rispetto al frumento tradizionale. E’ dunque il cereale ideale per seguire i consigli dei nutrizionisti sull’assunzione giornaliera di fibre (25 g) per poter migliorare le funzionalità corporali ed aumentare il senso di sazietà. L’alta percentuale di fibre dietetiche, migliora le funzioni cardiovascolari, riduce il rischio di cancro intestinale, di diabete e di obesità.
Inoltre, contiene più luteina, un antiossidante naturale che protegge la vista dagli effetti nocivi dei raggi UV.

Il Tritordeum presenta diverse proprietà nutrizionali, benefiche per la salute. E’ più digeribile del frumento – infatti è caratterizzato dalla presenza di proteine più facilmente assimilabili -, possiede pochi carboidrati (qualità che lo differenzia dagli altri cereali) e conta un basso contenuto di glutine, che lo rende particolarmente adatto a persone con lieve o media intolleranza.
Ha una grande lavorabilità e un’ottima resa in lavorazione: grazie ad un buon assorbimento dei liquidi, il Tritordeum è facile da utilizzare e permette una durata eccellente del prodotto finito, sempre gustoso come appena fatto.
Le farine ottenute da questo cerale si adattano perfettamente alla preparazione di qualsiasi prodotto dolce e salato, quali: pasta, pane, panzerotti, biscotti e torte, donando un bel colore dorato all’impasto e il sapore naturale di una volta.

Un nuovo prodotto per nuovi fatturati

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Campana Select Food presente a Gluten Free Expo 2016

Glutine Expo Free è un evento che si terrà dal  al dedicato ai prodotti alimentari e senza glutine. Questo evento raccoglie tutta l’industria del glutine, così, in Gluten Free Expo può trovare di tutto dalle aziende alimentari e ristorazione fino al glutine o consumatori finali.yourstandatglutenfreeexpo

Il glutine Free Expo si propone di fornire tutte le risorse necessarie per l’istruzione, l’informazione e la promozione di prodotti alimentari senza glutine. Inoltre, potrete trovare tutte le offerte, prodotti e servizi delle migliori aziende del settore e si può godere di dimostrazioni da chef.

In ultima analisi, Gluten Free Expo è una vetrina che serve come promozione per le aziende del settore, in combinazione con opportunità di apprendimento e sperimentazione.

E proprio per questi motivi, anche noi, saremo presenti durante la manifestazioni per garantirvi sempre un miglior servizio all’avanguardia!

 

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Uova, istruzioni per l’uso. Come saperle leggere.

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Uova, istruzioni per l’uso.

Sul guscio il codice riporta dunque la storia del prodotto immesso sul mercato, con il luogo di provenienza e il tipo di allevamento.
Ora abbiamo gli strumenti per capire. E’ in distribuzione infatti un vademecum in cui si riferiscono gli importanti cambiamenti che sono stati messi in atto con l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria delle uova.

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Come distinguere le farine

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Le farine variano in base al loro processo di lavorazione e vengono suddivise in diverse tipologie in base a 3 principali caratteristiche:

  • Quantità di “ceneri” presenti, cioè il contenuto di minerali. Più una farina è bianca più è basso il contenuto di ceneri (una farina bianca viene prodotta dalla macinazione del solo endosperma), più la farina è scura maggiore sarà il contenuto di ceneri (in questo caso la produzione è avvenuta utilizzando anche altre parti del chicco di grano).
  • W= forza della farina, cioè la capacità di resistere alla lavorazione. Le farine si definiscono:
    • “deboli” se W è compreso tra 90 e 170 (ridotta quantità di glutine, assorbono meno acqua, non adatte alla lievitazione)
    • “medie” se W è compreso tra 170 e 250 (maggior contenuto di glutine, assorbimento dell’acqua pari al 60% circa del loro peso, adatte alla lievitazione corta)
    • “forte” se W compreso tra 250 e 350 circa (maggior contenuto di glutine rispetto alle farine medie, assorbimento dell’acqua fino al 75% del loro peso, adatte a lunghe lievitazioni)
    • “molto forte” se W è maggiore di 350 (ricca di glutine, adatta a lunghissime lievitazioni). Questo tipo di farina viene spesso mischiato a farine più deboli per aumentarne la forza. Un esempio molto utilizzato è la farina Manitoba.

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Dal chicco di grano: come si ricava la farina?

La farina e il glutine sono argomenti attualmente di grande interesse, spesso oggetto di critiche, mode e varie teorie. Si parla sempre più spesso di celiachia, nonostante ci sia ancora molta incertezza sulla patologia e sulla gestione della stessa da parte del sistema sanitario nazionale italiano. La celiachia è una patologia autoimmune che colpisce l’intestino tenue, che causa spiacevoli eventi gastrointestinali derivati dall’assunzione della gliadina, una proteina contenuta nel glutine.

Le intolleranze al glutine insieme alle varie teorie sulla dannosità delle farine raffinate stanno favorendo la nascita di nuovi mercati, nuovi prodotti e nuove tendenze spesso però prive di fondamenti scientifici. Cerchiamo di capire qualcosa di più.

Capiamo meglio..

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